Liternum e Capo Colonna

Il senso della mia breve trasferta campana di oggi è tutto in queste tre fotografie. Nonostante l’aria di famiglia che i Crotonesi potrebbero cogliere nella prima immagine, ripresa dal basso e con la colonna interamente in ombra, non siamo in Calabria e neppure si tratta di ruderi magnogreci. E’ LITERNUM, la colonia di 300 cives romani fondata (proprio come quella di Capo Colonna!) nel 194 a.C., dopo la conclusione della seconda guerra punica. Qui il protagonista non è Annibale, però, ma l’avversario per eccellenza dei Punici, Scipione l’Africano, di cui da secoli si cerca vanamente la tomba. Il gioco dei rimandi tra i due siti, per affinità e per differenza, è continuo ma non riguarda solo l’Antichità e la sua riscoperta in età moderna: arriva fino alla stretta contemporaneità. L’accecante macchia bianca che, nella seconda immagine, disturba la coerenza architettonica del costruito antico e la sua ambientazione vagamente bucolica è una casa abusiva. Dico casa ma dovrei dire baraccopoli, perché quella fotografia non rende giustizia, come fa invece almeno in parte la terza, alla gemmazione di un numero indefinibile di edifici più o meno fatiscenti associati all’immobile residenziale, circondato peraltro da un canneto-foresta che non solo impedisce la visuale del lago Patria ma “dall’ultimo orizzonte il guardo esclude”. C’è l’ordinanza di abbattimento per questa ‘casa’ – Vi ricorda qualcosa? – e la demolizione è prossima – Vi ricorda qualcosa? –, se non fosse che il comune (Giugliano in Campania) è commissariato e avrà di nuovo un Sindaco solo in autunno – Vi ricorda qualcosa? –, con ciò potendosi sperare che all’area archeologica si riesca finalmente a restituire almeno un lato da cui non l’assalgano costruzioni improbabili. Non mi consola vedere che i nostri mali sono comuni anche ad altri, significa solo che l’aridità delle menti e dei cuori è connaturata al genere umano. Non so se anche a Giugliano ci sia qualcuno che insistentemente chiede di leggere le carte relative agli ALTRI immobili abusivi in attesa di abbattimento, né se lo chieda mediante un accesso civico che si trascina da giugno 2019 (con integrazione di catastale e foto aerea ad ottobre 2019, x non lasciare dubbi), ribadito a febbraio 2020 e subito assentito salvo incorrere poi nel coronavirus e, più di recente, in ‘fraintendimenti’ tra uffici comunali. La colonna, qui, è romana, e non si è conservata intatta ma è stata rimessa in piedi, con molte integrazioni, nella stagione degli scavi condotti da Amedeo Maiuri, ormai abbastanza distante da essere ‘storia’ anch’essa. Chi sa se avremo la fortuna di vedere, e quando, i veri relitti della Storia che si conservano a Liternum come a Capo Colonna liberati dall’assedio dei mostri di cemento. Assedio…mi ricorda qualcosa… Chi sa se, come a Crotone, anche qui c’è chi ha una visione allargata del concetto di ruderi e aspira, se solo gli mettessero tra le mani una ruspa, a ridurre in macerie tutto ciò che non è in grado di capire.

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