Il MiBACT avvierà l’istruttoria per la dichiarazione di “eccezionale interesse culturale” del Fondo librario e documentario donato da Palma Bucarelli

Il MiBACT avvierà l’istruttoria per la dichiarazione di “eccezionale interesse culturale” di quanto resta del Fondo librario e documentario donato da Palma Bucarelli e a lei intitolato presso l’Accademia Nazionale di San Luca. È questa l’informazione più importante emersa stamane in Commissione “Cultura”, quando la sottosegretaria on.le Orrico ha risposto a due delle cinque interrogazioni da me segnalate come prioritarie su un totale di trenta e più, presentate da novembre 2019 ad oggi e rimaste finora senza riscontro da parte del Ministero di Franceschini.

La risposta, molto puntuale (6 pagine dattiloscritte) e subito pubblicata sulla mia pagina facebook, elenca tutti gli atti compiuti dagli uffici statali da quando, ai sensi del DL 78/2015, hanno assunto compiti di tutela del patrimonio bibliografico non statale, prima di competenza delle Soprintendenze Bibliografiche delle Regioni. Il D.Lgs. 42/2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio), però, all’art. 10, già tutelava da quasi 15 anni lo straordinario patrimonio di proprietà dell’Accademia, compreso il Fondo Bucarelli, smembrato e parzialmente andato distrutto proprio mentre era nella disponibilità di quella celebre fondazione non profit, forse neppure proprietaria a tutti gli effetti di detti beni. È un nodo, la proprietà, che resta da sciogliere, a mio avviso. A fronte della esibizione del carteggio Bucarelli-Accademia da cui si evincono la volontà di donare (30.04.1998) e di ricevere (01.07.1998), e mere ipotesi circa il successivo trasferimento fisico dei colli – ricordo che la Bucarellì mancò il 28 dello stesso mese –, alla data del primo sopralluogo di funzionari MiBACT (30.05.2017), effettuato peraltro in qualità di ausiliari di PG, dunque d’iniziativa e impulso dell’Autorità Giudiziaria, è stata verbalizzata l’assenza di qualsivoglia elenco/inventario del materiale. Poiché la donazione della Bucarelli non può certamente considerarsi di modico valore, ai sensi del Codice Civile occorrevano, per il suo perfezionamento, un atto pubblico e un elenco puntuale con indicazione del valore di ogni manufatto. Per finire, mi sono dichiarata soddisfatta della risposta all’interrogazione ma ritengo che molto resti da chiarire, sia circa le responsabilità dell’Accademia, e sarà il procedimento giudiziario (aperto a gennaio 2020) ad accertarle e valutarle, sia circa le eventuali omissioni degli Enti, statali e non, a vario titolo coinvolti nella vicenda con compiti di sorveglianza. Se il mancato perfezionamento della donazione fosse riconosciuto, e il Fondo passasse nella disponibilità degli eredi, ritengo che lo Stato dovrebbe tentare di acquisirne la proprietà, anche per riunire in un’unica sede, pubblica, anche il Fondo archivistico che la Bucarelli cedette all’Archivio Centrale dello Stato e quello conservato presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna, di cui fu direttrice per molti anni.

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