Interrogazione sulla centrale del Mercure ed Ente Parco del Pollino

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Atto n. 3-01679

Pubblicato il 10 giugno 2020, nella seduta n. 227

CORRADO , PAVANELLI , ANGRISANI , PISANI Giuseppe , PRESUTTO , MORRA , TRENTACOSTE , GIANNUZZI – Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico. –

Premesso che:

risulta agli interroganti che, in relazione alla centrale del Mercure, nel parco nazionale del Pollino, riconvertita alla produzione di energia elettrica a biomassa, le Regioni Calabria e Basilicata, l’ente parco nazionale del Pollino, Enel produzione SpA, i Comuni di Castelluccio inferiore e Castelluccio superiore (Potenza), Laino Borgo, Laino Castello (Cosenza), Lauria (Potenza), Mormanno e Papasidero (Cosenza) e le segreterie regionali calabrese e lucana delle organizzazioni sindacali abbiano sottoscritto, in data 14 ottobre 2014, un accordo di compensazione;

l’accordo, siglato a valle delle attività del tavolo di confronto istituito presso il Ministero dello sviluppo economico il 5 giugno 2013 tra i soggetti citati e ai sensi del documento di intenti del 23 settembre successivo, tra le misure di compensazione e riequilibrio ambientale calibrate su ciascun settore, prevedeva, in materia di “tutela e salvaguardia ambientale e della salute e sicurezza delle popolazioni”, l’istituzione di un osservatorio ambientale;

considerato che, per quanto risulta agli interroganti:

nell’accordo si stabilisce (art. 5) che l’osservatorio ha “natura giuridica di associazione senza scopo di lucro”, è coordinato dall’ente parco ma finanziato da Enel in quanto proprietaria dell’impianto (cui è subentrata dallo scorso anno la Mercure Srl, facente capo al fondo F2i sgr), con 100.000 euro all’anno per i primi 8 anni;

il consiglio di amministrazione dell’osservatorio è costituito da rappresentanti di enti con i quali Enel ha stabilito elargizioni di somme considerevoli: a cominciare dall’ente parco del Pollino, destinatario di un totale previsto di 4 milioni di euro e il cui presidente, Domenico Pappaterra, è anche presidente del consiglio di amministrazione. Inoltre il presidente del parco è pure presidente dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria (Arpacal);

le citate elargizioni riguardano anche i Comuni di Castelluccio inferiore, Castelluccio superiore, Lauria, Laino Castello, Mormanno e Papasidero per una somma complessiva di 8.800.000 euro (1.100.000 euro all’anno), mentre Laino Borgo, sede dell’impianto, percepisce 400.000 euro all’anno; le Regioni Calabria e Basilicata hanno ricevuto, una tantum, 750.000 euro ciascuna;

valutato che, a quanto risulta:

sono assicurati dai finanziamenti anche i compensi del responsabile scientifico dell’osservatorio che, “specificamente finalizzato alla promozione di ricerche e studi in campo ambientale, a cura di esperti indipendenti, di provata competenza tecnico-scientifica, individuati dall’osservatorio stesso”, ha tuttavia prodotto fin qui ben poco e, sembrerebbe, di qualità scientificamente scadente;

il report sulle emissioni della centrale reso noto di recente, ancora in forma preliminare e incompleta, aspramente criticato sotto il profilo metodologico e scientifico da associazioni ambientaliste e non solo, si aggiunge, infatti, ad un solo precedente: quello commissionato alla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, facente capo ad Edo Ronchi, che annovera tra i soci la stessa Enel;

anche il forum “Stefano Gioia”, che da circa 20 anni segue la vicenda Mercure, ha rilevato nell’ultimo report gravi incongruenze sul piano tecnico-scientifico, a cominciare dall’utilizzo dello studio delle condizioni microclimatiche, fondamentale per valutare le ricadute degli inquinanti, condotto non nella vallata del Mercure ma in quella di Latronico, diversa e distante dalla prima;

all’asserita scarsa attendibilità dei dati di un organismo, l’osservatorio ambientale, che non sembra affatto essere, come dovrebbe, super partes, fa da contraltare il notevolissimo impatto di una centrale che brucia annualmente circa 350.000 tonnellate di legno vergine in un territorio prezioso, fragile e protetto da leggi nazionali ed europee, trattandosi anche di una zona di protezione speciale (ZPS) compresa dall’UNESCO nel circuito dei geoparchi;

valutato in fine che:

l’energia assicurata dalla centrale del Mercure è appena lo 0,0002 per cento di tutta quella prodotta in Calabria, regione che vanta un surplus energetico di oltre il 170 per cento. Nel primo anno di attività (2016) l’impianto ha fruttato alla proprietà ben 49 milioni di euro, solo 10 dei quali da produzione di energia e gli altri 39 da incentivi statali;

il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata in un’operazione speculativa a così alto moltiplicatore è emerso in modo dirompente con l’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro denominata “Stige” che nel gennaio 2018 portò all’arresto, tra gli altri, di titolari di ditte fornitrici di biomasse per la centrale,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto sopra esposto;

se, nell’ambito delle rispettive competenze, non ritengano incompatibili, essendo la Regione Calabria un finanziatore del parco (art. 4 del decreto legislativo n. 39 del 2013), gli incarichi assegnati al dottor Pappaterra di presidente del parco nazionale del Pollino e direttore generale di Arpacal, per cui il controllato finanzia lautamente il controllore;

se, a tutela dell’interesse pubblico, non reputino opportuno farsi promotori di un ripensamento e possibilmente della sospensione degli incentivi statali, a giudizio degli interroganti spropositati, che oggi rendono quanto mai profittevole per i privati il funzionamento di centrali a biomassa, troppo spesso a rischio e danno dell’ambiente e delle popolazioni residenti nell’area;

se non intendano intervenire con iniziative di competenza sulla centrale del Mercure, che per la sua collocazione e la sua inusitata potenza rappresenta, a parere degli interroganti, uno sconcertante e negativo unicum nel panorama nazionale e internazionale;

se, nei limiti delle proprie attribuzioni, intendano adoperarsi affinché nel parco del Pollino siano incentivate la conservazione e tutela del patrimonio forestale naturale e della biodiversità, le attività produttive ecosostenibili nel settore dell’agricoltura di qualità e dell’allevamento all’aperto, la promozione del turismo naturalistico e dell’agriturismo.

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