Interrogazione sulla Vittoria alata con cornucopia del Museo di Cleveland (USA)

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Atto n. 3-01586 (in Commissione)

Pubblicato il 13 maggio 2020, nella seduta n. 217

CORRADO , ANGRISANI , ROMANO , MORONESE , PRESUTTO , PUGLIA , LANNUTTI , PIRRO , VANIN – Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. –

Premesso che:

risulta all’interrogante che il Cleveland Museum of Art (CMA), in Ohio, Stati Uniti, espone da qualche anno una scultura in bronzo alta 42 cm, di epoca romana imperiale (metà del I sec.), raffigurante una Vittoria alata che regge una cornucopia; la figura manca della gamba sinistra;

sul portale del museo si legge che il manufatto, interpretato come applique di un carro e pubblicato sul Bollettino del CMA nel 1985, fu acquisito l’anno precedente grazie al Fondo intitolato a Leonard C. Hanna Jr. (1889-1957), collezionista locale e membro del comitato consultivo del Museo, al quale lasciò un’eredità stimata in circa 33 milioni di dollari;

circa l’origine della piccola figura alata, il CMA adotta, come per molte alter opera, una formula ambigua: “The information about this object, including provenance information, is based on historic information and may not be currently accurate or complete. Research on objects is an ongoig process, but the information may not reflect the most important information available to CMA” (tradotta letteralmente: “L’informazione su questo oggetto, inclusa l’informazione sulla provenienza, è basata su una informazione storica e potrebbe non essere attualmente accurata o completa. Ricerche sugli oggetti sono processi in corso, ma le informazioni potrebbero non riflettere la più importante informazione disponibile al CMA”);

considerato che:

con un “Accordo di Cooperazione Culturale a Lungo Termine” tra il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e il CMA, siglato il 19 novembre 2008, si è convenuta la sollecita restituzione all’Italia di 13 reperti archeologici risalenti all’Antichità greco-romana e di una croce processionale di scuola senese (XIV sec.) acquistati dall’Istituto di Cleveland negli anni 1975-1996, asseritamente in buona fede ma tutti di provenienza furtiva e accertata origine italiana, specialmente meridionale;

da parte sua, il Ministero si è impegnato principalmente ad inviare al CMA 13 manufatti qualitativamente equivalenti a quelli restituiti e oggetto di un prestito (continuo e rotativo) da rinnovare per 25 anni, nonché a collaborare ad una “Mostra Speciale” con 4 ulteriori prestiti. Su richiesta del Ministero, le parti convennero anche di formare una commissione scientifica paritetica che, entro sei mesi dalla firma dell’accordo, eseguisse esami scientifici autoptici sui bronzi raffiguranti Apollo Sauroctono e la Vittoria con cornucopia, di origine controversa, per poi decidere il da farsi in merito all’uno e all’altra;

l’Apollo è notoriamente conteso al CMA da Grecia e Turchia, benché non se ne possa escludere la provenienza dall’Italia (terraferma o acque territoriali), mentre a proposito della Vittoria, un articolo di D.A. Scott pubblicato nel 1994 mette in evidenza la somiglianza della patina peculiare di tre bronzetti (due figure femminili e una coppia di togati), anch’essi appliques di un carro o di un mobile, che il “J. P. Getty Museum” acquistò le une nel 1984 e gli altri nel 1985 dal noto gallerista inglese Robert Symes e da M. Tempelsman per il tramite dello stesso Symes, tra i protagonisti del traffico internazionale di antichità scavate illegalmente in Italia, con la patina della coeva Vittoria di Cleveland;

l’Apollo e la Vittoria, peraltro, facevano parte dei 40 pezzi di cui il Ministero aveva chiesto la restituzione al CMA, alcuni dei quali di pregio altissimo, come il cosiddetto Cratere di Medea (400 a.C. circa), attribuito al pittore di Policoro e acquistato dal CMA nel 1991, e un altro cratere a campana decorato a figure rosse con volto di Dioniso, oggetti che il Museo ha rifiutato di restituire, diversamente dai 14 ceduti, per asserita mancanza di prove certe dell’illecita esportazione;

nel 2017, sulla base della collaborazione in atto, anche una testa marmorea di Druso Minore, venduta all’asta a Parigi nel 2004 e comperata dal CMA nel 2012 ma in realtà, si è scoperto, sottratta sul finire del secondo conflitto mondiale ad un sito nei pressi di Napoli, è stata restituita all’Italia,

si chiede di sapere:

se la commissione scientifica paritetica chiamata ad approfondire l’indagine sulle due sculture bronzee di origine dubbia abbia effettivamente operato e quando, quali risultati abbia eventualmente raggiunto in merito all’Apollo Sauroctono e quali circa la Vittoria con cornucopia, se detti risultati siano stati univoci, quindi inseriti in un’unica relazione, o ciascuno dei due gruppi di studio abbia prodotto un proprio documento, evenienza già prevista nell’accordo;

se il Ministro in indirizzo non ritenga di rivedere la strategia delle collaborazioni con i musei statunitensi che dall’inizio degli anni Duemila hanno continuato ad acquistare o accettare in dono da collezionisti privati reperti e oggetti d’arte frutto di illecita esportazione, considerato che detto contegno rende improponibile ottemperare alle previsioni del Memorandum d’intesa Italia – USA firmato a Washington il 19 gennaio 2001 (emendato ed ampliato nel 2006, 2011 e 2016), che, mentre impone restrizioni al trasferimento dall’Italia negli USA di materiale archeologico di epoca pre-classica, greca e romano-imperiale privo di certificato di esportazione, previsione frequentemente disattesa, impegna il nostro Paese a facilitare oltremodo prestiti e scambi;

se non ritenga inoltre di adoperarsi presso il Governo USA, relativamente alle antichità entrate in quel Paese dall’inizio degli anni Duemila, per raggiungere l’obiettivo minimo dell’inversione dell’onere della prova, oggi a carico di chi reclama l’oggetto presuntivamente trafugato invece che dell’acquirente, anche quando quest’ultimo non sia in grado di esibire alcun documento attestante la liceità della compravendita.

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