Palma Bucarelli

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Atto n. 3-01511 (in Commissione)

Pubblicato il 21 aprile 2020, nella seduta n. 208
Svolto nella seduta n. 165 della 7ª Commissione (18/06/2020)

CORRADO , FERRARA , PACIFICO , ORTIS , GRANATO , ANGRISANI , VANIN – Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. –

Premesso che:

Palma Bucarelli (1910-1998) fu una delle principali protagoniste della vita culturale italiana del secondo dopoguerra; storica dell’arte, critica e museologa, prima donna a dirigere un museo statale italiano, fu soprintendente della galleria nazionale d’arte moderna di Roma dal 1941 al 1975;

nel 1998, poco prima di spegnersi, la Bucarelli dispose la donazione all’archivio centrale dello Stato di documenti eterogenei (dalla corrispondenza intrattenuta con familiari, amici, colleghi, artisti e intellettuali del suo tempo a testi autografi, ad articoli a stampa e fotografie), mentre riservò all’accademia nazionale di san Luca la sua biblioteca personale;

il fondo bibliografico donato era costituito da migliaia di volumi: cataloghi di mostre, monografie d’arte, opere letterarie, collane, enciclopedie, dizionari, repertori e periodici, comprese molte prime edizioni, edizioni di pregio a tiratura limitata e numerosi esemplari con dediche di intellettuali e studiosi contemporanei, quali ad esempio, Pasolini e Argan, o di artisti quali Burri, Capogrossi, Manzoni, Pollock;

del fondo Bucarelli faceva parte anche una limitata porzione della biblioteca personale del marito, Paolo Monelli, noto giornalista e scrittore modenese, per il resto donata e custodita, unitamente al suo archivio, nella biblioteca statale “Antonio Baldini” di Roma;

alle opere suddette, raccolte in diverse centinaia di contenitori di cartone per essere agevolmente movimentate e consegnate all’accademia, prestigioso istituto che dal 1934 ha sede nel palazzo Carpegna, attiguo alla fontana di Trevi, erano associate le relative scaffalature;

il valore economico del fondo Palma Bucarelli si presume molto cospicuo ma ormai incalcolabile, mentre quello culturale si stima elevatissimo; esso avrebbe dovuto impreziosire la “biblioteca accademica”, che nominalmente lo annovera, infatti, tra i suoi “gioielli”, gestita contestualmente alla “biblioteca romana Sarti”, inaugurata nel 1881, che l’architetto Antonio Sarti donò al Comune di Roma e in tutela perpetua all’accademia;

considerato che:

risulta all’interrogante che una volta ricevuto il materiale, i responsabili dell’accademia fecero accantonare i cartoni di cui sopra in due sedi diverse, un deposito e la chiesa accademica dei santi Luca e Martina, da dove la seconda tranche è stata poi spostata in palazzo Carpegna, senza disporre che si stilasse un elenco completo delle opere in entrata;

in seguito, queste ultime non sarebbero state messe a disposizione dell’utenza, nonostante la volontà del donante di vederne assicurata la fruizione, né i ripetuti cospicui contributi pubblici (comunali e statali) per la catalogazione e l’inventariazione avrebbero prodotto i risultati attesi;

le indagini sulla gestione dei beni non solo culturali che fanno capo all’accademia, svolte dai Carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale a partire dal 2008, con nuovo impulso dal 2014 e tuttora in corso, avrebbero anzi dimostrato, tra le altre irregolarità accertate, l’avvenuto smembramento del fondo Palma Bucarelli, il deterioramento di molte opere, la dispersione, cessione o sparizione di migliaia di volumi antichi e di pregio (e della documentazione connessa), mentre un centinaio di testi sarebbero risultati danneggiati irrimediabilmente dall’umidità e le scaffalature scomparse;

considerato inoltre che, per quanto risulta all’interrogante:

anteriormente alle suddette indagini, dalle quali è stato poi stralciato il filone riguardante il fondo Palma Bucarelli, i vertici dell’accademia, ente di diritto privato senza fine di lucro il cui patrimonio culturale è tutelato ai sensi dell’art. 10 del codice dei beni culturali e del paesaggio, non avessero sporto alcuna denuncia in merito alla sorte di quel patrimonio;

pare che segnalazioni di illeciti non fossero pervenute all’autorità giudiziaria neppure dalle ex soprintendenza ai beni librari e soprintendenza archivistica del Lazio, che avevano e hanno, anche post decreto ministeriale 23 gennaio 2016, n. 44, recante “Riorganizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo”, compiti di vigilanza sui fondi librari e archivistici gestiti dall’istituto;

la stessa accademia, inoltre, non si sarebbe costituita parte civile nel processo, avviato proprio all’inizio del 2020, nei confronti dei soggetti identificati come responsabili delle ripetute sottrazioni di beni librari e di valore storico-artistico fin qui accertate, compresi un ex segretario dell’accademia, una ex soprintendente all’archivio e alle gallerie e un ex direttore della “biblioteca romana Sarti”;

in merito alla donazione Bucarelli, poi, resta non chiarita la natura pubblica o privata del fondo, dato che farebbe la differenza tra la contestazione del reato di peculato, nel primo caso, o di “semplice” appropriazione indebita nel secondo,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo abbia contezza dell’avvenuto perfezionamento del contratto di donazione di Palma Bucarelli all’accademia nazionale di san Luca o sussistano, in merito, i dubbi avvalorati dall’assenza di qualsiasi elenco degli oggetti e del relativo valore, qual è richiesto nel caso di donazione di beni mobili che non siano di modico valore come quelli, invece, del fondo documentale ceduto all’archivio centrale dello Stato il 29 aprile 1998 mediante una semplice convenzione di donazione (ex art. 783 del codice civile), firmata successivamente al verbale di consegna del febbraio precedente;

se non ritenga, in caso di mancato perfezionamento della donazione o di comprovati inadempimenti, che lo Stato debba prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di acquisire quel patrimonio dagli eredi legittimi della celebre proprietaria, quando ne entreranno in possesso;

se sia stato già formalizzato o, in mancanza, se non sia il caso di apporre su quanto resta del fondo Palma Bucarelli un vincolo storico-relazionale ai sensi dell’art. 10, comma 3, lettera d), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.

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