MATERA – Consorzio Marinagri di Policoro

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Atto n. 4-03063

Pubblicato il 26 marzo 2020, nella seduta n. 203

CORRADO , ABATE , PRESUTTO – Ai Ministri dello sviluppo economico, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle infrastrutture e dei trasporti. –

Premesso che a quanto risulta all’interrogante:

negli anni 2000, nell’ambito del progetto CIPE – Consorzio Costa d’Oro, il Metapontino ha ricevuto decine di milioni di euro per la realizzazione di porti turistici. In particolare si tratta del progetto Marinagri finanziato con un contratto di programma approvato dal CIPE nel dicembre 2002, nell’ambito del “Progetto Costa d’Oro” del Consorzio omonimo (società consortile a responsabilità limitata costituita nel 1998 dalla Marinagri SpA, dalla Siritide Srl, e dalla Nettis) per l’attuazione di un articolato piano di investimenti nel settore turistico da realizzarsi nella provincia di Matera (comuni di Policoro, Pisticci, Scanzano Jonico e Nova Siri);

numerosi comitati locali hanno contestato l’iter delle valutazioni ambientali concesse per realizzarli, denunciando anomalie e lacune autorizzative;

ad oggi è oggettivamente acclarato che la costruzione dei porti turistici di Policoro e Marina di Pisticci ha causato l’erosione costiera nelle aree sopraflutto, nei comuni di Bernalda, Metaponto e Scanzano Jonico, con perdita di arenile e danni economici diffusi, e nelle aree verdi costiere, senza contare gli effetti dei cambiamenti climatici e le trombe d’aria verificatesi nel 2019;

considerato che:

la Regione Basilicata sta valutando la modifica alle barriere soffolte esistenti, ritenute troppo basse;

alcuni destinatari dei finanziamenti CIPE, come la Marinagri SpA di Policoro, le cui perizie idrogeologiche furono stilate dagli ultimi due rettori dell’Università della Basilicata, non hanno terminato l’attuazione del progetto candidato a finanziamento;

pare che la stessa Marinagri SpA, inoltre, che come le altre aziende proprietarie dei porti turistici doveva, da accordo, stipulare fideiussioni a garanzia degli eventuali danni ambientali causati dalla presenza delle infrastrutture portuali, debba al Comune di Policoro circa 1 milione di euro di imposte non pagate e, sembrerebbe, sia stata autorizzata al concordato preventivo;

nel 2015 l’associazione “Cova Contro” ha segnalato la presenza di inquinamento chimico sulla spiaggia in sinistra foce Basento, unita ad anomalie radiometriche poi confermate dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) Basilicata; dai verbali delle successive conferenze di servizi sarebbe emerso che la contaminazione poteva essere causata dal ripascimento dell’arenile realizzato con la sabbia prelevata a mezzo draga dall’asta fluviale del Basento;

da anni la popolazione di Policoro lamenta la pericolosità del canale di bonifica 7, che, stando ad atti del locale Consorzio di Bonifica, sarebbe stato ristretto dalla Marinagri SpA per diminuire l’afflusso di acqua verso il proprio complesso residenziale di lusso, e contenere così il rischio idraulico per i privati, a discapito delle famiglie residenti nell’area esterna al villaggio,

si chiede di sapere:

se sia valutabile una qualche formula per superare le lungaggini e le inefficienze della Regione Basilicata e del Consorzio di bonifica, al fine di ristabilire il corretto deflusso del canale 7, come peraltro prescritto dal locale ufficio consortile nel 2004, monito rimasto lettera morta con gravi conseguenze nel 2013, quando il canale esondò in via San Giusto, a Policoro, allagando decine di abitazioni e procurando ingenti danni a proprietà e persone;

se i responsabili dei due porti turistici, Marinagri SpA a Policoro e Argonauti a Marina di Pisticci, stiano adempiendo ai loro obblighi di ripascimento costiero nei modi e nei tempi dovuti, e se stiano svolgendo le analisi chimiche sulle sabbie spostate e con quali esiti;

se i Ministri in indirizzo, nei limiti delle proprie attribuzioni, intendano attivarsi affinché l’Arpa Basilicata renda pubblico sul suo sito web l’esito analitico sui sedimenti portuali o sul funzionamento dei rispettivi depuratori portuali, e, comunque, sia accertato il reale stato ambientale dei luoghi;

se i suddetti progetti abbiano rispettato i dettami del CIPE, anche alla luce della mancata ultimazione dei lavori come nel caso di Marinagri SpA, e se le fideiussioni a garanzia di eventuali ripristini ambientali siano state effettivamente stipulate e con quale solvibilità;

se siano a conoscenza dell’ammontare dei compensi corrisposti per le consulenze degli accademici nel progetto Marinagri SpA;

quale sia lo stato di avanzamento dei lavori e a che punto sia la caratterizzazione della spiaggia di Metaponto lato Basento;

se risulti una caratterizzazione geochimica dei sedimenti, anche profondi, delle aste fluviali dell’Agri e del Basento e se vi sia stata, nel qual caso in che termini, perdita di biodiversità nelle foci dei due fiumi, che per giunta ricadono sotto vincolo naturalistico in quanto siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale (SIC-ZPS);

se i Ministri in indirizzo, nell’ambito delle rispettive competenze, abbiano valutato il reale impatto economico dei porti turistici di Policoro e Marina di Pisticci, riportando in chiaro i numeri relativi agli addetti (diretti e indiretti), ai crediti e ai debiti delle suddette strutture, al fine di fare un bilancio economico e sociale del “Progetto Costa d’Oro”.

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