Solidarietà al Comitato Scientifico degli Uffizi

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CHIUDERE IL MINISTERO BENI CULTURALI.

Non c’è altro da fare. No, non a causa del coronavirus, che quello è un dilettante al confronto, ma per l’ennesimo, definitivo attentato alla dignità di tutti i professionisti dei beni culturali da parte dell’indegno titolare del dicastero. O lui o il MiBACT, non c’è altra scelta! Le dimissioni del Comitato Scientifico degli Uffizi, travolto dall’idea che “supportare il Direttore” significhi essere complice delle peggiori nefandezze, sono un punto di non ritorno. VI CHIEDO, perciò, di sottoscrivere una delle due ipotesi: 1) che Franceschini e la sua corte siano dimissionati per sempre o, in alternativa, 2) che il MIBACT sia chiuso, la targa scalpellata e un masso enorme sia posto a sigillare per sempre l’ingresso del Collegio Romano.

Esprimo convinta solidarietà al Comitato Scientifico degli Uffizi, costretto a compiere un gesto di gravità inaudita al quale il direttore Schmidt si è preso anche il lusso di rispondere che non ne sentirà la mancanza. E la Direzione Generale Musei tace, invece di garantire, con i propri atti di indirizzo e controllo, compresa la facoltà di avocazione, che anche gli istituti dotati di autonomia speciale (non di impunità!) e i loro dirigenti rispettino la legge. La violazione commessa inviando a Roma una delle opere identitarie degli Uffizi (artt. 48 e 67 del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio) è così clamorosa, però, da presupporre l’avallo e pure la regia della suddetta DG ma il ‘produttore’ del film horror che si proietta ormai da qualche mese è un altro. La miopia intellettuale sottesa all’odierna gestione mercantile del patrimonio culturale pubblico, la cui prima vittima è la DIGNITA’ del Ministero inopinatamente riaffidato a Franceschini, ha infatti un padre certo proprio nel Nerone di Ferrara. Ogni giorno la sua corte alza l’asticella dell’insulso, dell’inappropriato, del disdicevole, dell’indecoroso, dell’indegno, dell’indecente, dell’insopportabile. Ho chiesto, e continuerò a chiederlo, che si scelga tra Franceschini e il MiBACT, perché l’esistenza dell’uno esclude quella dell’altro, e non è mera provocazione.

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