SUD ITALIA – Nave dei veleni – Capitano De Grazia

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Atto n. 4-02865

Pubblicato il 6 febbraio 2020, nella seduta n. 188

CORRADO , LA MURA , GRANATO , ANGRISANI , ROMANO , LOREFICE , PRESUTTO , MARILOTTI , DE LUCIA , TRENTACOSTE – Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle politiche agricole alimentari e forestali, della salute, della giustizia e dell’interno. –

Premesso che negli anni numerosi giornalisti, scrittori, autori televisivi ed associazioni locali hanno continuato a trattare ed approfondire la storia investigativa orbitante attorno alle navi dei veleni: imbarcazioni cariche di rifiuti industriali di ogni tipo e in alcuni casi, pare, anche di materiale radioattivo, che sarebbero state dolosamente affondate nel Mediterraneo, col duplice scopo di truffare le assicurazioni e sbarazzarsi dei rifiuti evitando i costi dello smaltimento legale;

considerato che:

sia nel saggio “Plutonio” di Monica Mistretta (Città del Sole edizioni 2018) sia in un recente servizio di “Fanpage”, sono emerse versioni nuove sulla morte del Capitano Natale De Grazia, che propongono una riscrittura totale delle ipotesi relative al decesso e alle ultime ore di vita dell’ufficiale che stava indagando sulla “Rigel”, una delle “navi dei veleni”. Il decesso da atti ufficiali venne prima addebitato ad arresto cardiaco, dopo a presunto avvelenamento e ora a percosse ed evidenti segni di traumi fisici, come si legge appunto su “fanpage”, il 12 dicembre 2019;

i procedimenti giudiziari attivati negli anni ’90 da numerose preture e procure italiane e convergenti sulla pista investigativa di De Grazia non ebbero mai gli indispensabili riscontri investigativi di tipo tecnico, per il mancato stanziamento delle somme necessarie e dell’attrezzatura idonea a scandagliare e analizzare i fondali marini profondi ricadenti sia nelle acque nazionali sia in quelle internazionali secondo le coordinate raccolte da De Grazia;

negli ultimi anni diverse trasmissioni televisive hanno intervistato tecnici (anonimi e non) che hanno esibito profili sonar che potrebbero corrispondere ad alcune navi dei veleni, ipotizzando sabotaggi delle indagini volti a non appurare la verità a causa dei costi esorbitanti di tali bonifiche e dei contraccolpi per il Paese;

l’Unione europea, nell’ambito della recente “marine strategy”, riconosce nei mari un habitat da salvaguardare e conservare per le future generazioni, vista la sua funzione vitale per il mantenimento anche degli equilibri socio-economici umani;

nell’ultimo anno, alcune associazioni hanno chiesto a diverse istituzioni, parlamentari e locali, la riapertura per lo meno parziale delle indagini condotte da De Grazia;

considerato inoltre che è in corso presso la Corte d’assise d’appello di Catanzaro il processo per l’interramento di rifiuti nel fiume Oliva,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti;

se esista una mappatura geo-chimica dei fondali territoriali di Calabria, Puglia, Basilicata, Campania e Sicilia in grado di indicare la qualità chimica dei sedimenti;

se navi come la Rigel, affondata il 21 settembre 1987, siano mai state ricercate e con quali attrezzature e risultati;

quali tipi di controlli vengano svolti e con quali risultati circa eventuali smaltimenti illeciti di rifiuti nelle acque territoriali ed internazionali;

se nell’ultimo decennio vi siano stati in Italia spiaggiamenti di rifiuti industriali (container o fusti metallici) e con quali rischi accertati per la salute pubblica;

se vengano svolti controlli radiochimici sul pescato ionico e tirrenico e con quali risultati, ed eventualmente ove siano visionabili i risultati delle verifiche;

se vi sia l’intenzione di riprendere le ricerche avviate del capitano De Grazia ed estenderle ai nuovi dati eventualmente emersi;

quali iniziative, nell’ambito delle rispettive competenze, intendano assumere per sostenere la Regione Calabria nell’identificare, delimitare e bonificare l’area della valle dell’Oliva interessata da contaminazioni chimiche e radiologiche forse all’origine degli eccessi di mortalità per tumori del colon-retto e per diverse patologie cronico-degenerative rilevati a Serra d’Aiello (rapporti ISTISAN 16/9), nonché qualora sia accertata l’esistenza di altre cavità usate illecitamente come discariche abusive;

se, valutate le nuove tecnologie rispetto a quelle esistenti all’epoca dei fatti, il Ministro della giustizia non ritenga opportuno attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall’ordinamento, anche al fine di prendere in considerazione ogni eventuale sottovalutazione di significativi profili di accertamento relativamente alla controversa morte di De Grazia nonché alle coordinate raccolte da quest’ultimo.

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