CROTONE – Rapporto Istisan

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Atto n. 3-01365

Pubblicato il 6 febbraio 2020, nella seduta n. 188

CORRADO , GRANATO , ANGRISANI , ROMANO , PISANI Giuseppe , CAMPAGNA , PRESUTTO , MARILOTTI , DE LUCIA , TRENTACOSTE , PAVANELLI – Ai Ministri della salute e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. –

Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

e il rapporto ISTISAN 16/9, “Studio epidemiologico dei siti contaminati della Calabria: obiettivi, metodologia, fattibilità” di P. Comba e M. Pitimada, pubblicato dall’Istituto superiore di sanità nel 2016, ha preso in esame 4 casi studio calabresi e fatto un primo quadro dello stato di salute della popolazione in quei luoghi in uno spazio temporale che va dal 2006 al 2012;

in 3 dei 4 casi esaminati sono emersi dati di incidenza oncologica superiori a quanto atteso: 1) a Crotone, unico sito di bonifica di interesse nazionale della Calabria, sono stati registrati eccessi di mortalità in entrambi i generi per tutte le cause, tutti i tumori, tumori epatici e renali, nonché eccessi di ricoveri ospedalieri per tutti i tumori e per neoplasie gastriche, epatiche e polmonari; 2) nelle Serre vibonesi un eccesso di mortalità per tumori totali e in particolare tumori gastrici, e per diverse patologie cronico-degenerative; 3) nella valle dell’Oliva, nel comune di Serra d’Aiello (Cosenza), eccessi di mortalità per tumori del colon-retto e per diverse patologie cronico-degenerative;

in “Silicosis mortality in Italy: temporal trends 1990-2012 and spatial patterns 2000-2012” di G. Minelli, A. Zona, F. Cavariani, P. Comba e R. Pasetto, pubblicato dall’Istituto superiore di sanità nel 2017, sono stati analizzati i dati sulla mortalità per silicosi (malattia polmonare che colpisce lavoratori di diversi settori produttivi, dalle cave di pietra alle fabbriche di ceramica e a molto altro), nell’arco di tempo che va dal 2000 al 2012, in Italia e nelle diverse regioni;

con 352 decessi in questo arco di tempo, la Calabria si colloca al quinto posto dopo Toscana, Sardegna, Abruzzo e Liguria ma risale di una posizione se si considerano i tassi di mortalità il cui calcolo tiene conto delle dimensioni della popolazione delle diverse regioni;

la geografia delle aree della Calabria che maggiormente contribuiscono a questo risultato contempla Motta San Giovanni (Reggio Calabria), con 91 decessi osservati su 1 atteso, Acri (Cosenza), con 40 decessi osservati su 4 attesi, San Basile (Cosenza), con 10 decessi osservati su 0 attesi, e un’area vasta di 25 comuni intorno a Colosimi (Cosenza), con 96 decessi osservati su 11 attesi;

il rapporto ISTISAN 17/37, “Mortalità per mesotelioma pleurico in Italia, 2003-2014” di P. Comba e L. Fazzo, pubblicato dall’Istituto superiore di sanità nel 2017, esamina i dati sulla mortalità per mesotelioma pleurico (malattia per esposizione ad amianto) nell’arco di tempo che va dal 2003 al 2014, in Italia e nelle diverse regioni;

in Calabria risultano essersi verificati 16 casi, con esposizione ad amianto per 30-40 anni, così distribuiti: Crotone, con 7 decessi osservati su 3 attesi, Gioia Tauro (Reggio Calabria), con 3 decessi osservati su 1 atteso; Roggiano Gravina (Cosenza), con 3 decessi osservati su 0 attesi, e Villa San Giovanni (Reggio Calabria), con 3 decessi osservati su 0 attesi;

le tre pubblicazioni dimostrano che in Calabria emergono dati meritevoli di essere posti sotto attenzione e che la comunità scientifica nazionale segue il processo ambiente e salute nella regione, mantenendo alta l’attenzione sul tema;

sul piano internazionale, invece, la sesta conferenza interministeriale degli Stati membri dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) su ambiente e salute, tenutasi a Ostrava, in Repubblica ceca (13-15 giugno 2017), ha visto i Paesi della regione europea, Italia compresa, impegnarsi a rafforzare e promuovere azioni tese a migliorare l’ambiente e la salute a livello internazionale, nazionale e subnazionale, inserendo tra le 7 priorità la bonifica dei siti contaminati,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quale sia la situazione nel territorio regionale non preso in esame dagli studi citati;

se siano al corrente di quali iniziative abbia intrapreso la Regione Calabria relativamente a quanto sopra;

quali azioni intendano avviare, in relazione alle rispettive competenze, per prevenire ed eliminare gli effetti negativi, i costi e le disuguaglianze ambientali e sanitarie legate alla gestione dei rifiuti e dei siti contaminati, anche tenendo conto degli impegni assunti a Ostrava.

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