MATERA – Sito Itrec di Trisaia di Rotondella

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Atto n. 4-02854

Pubblicato il 5 febbraio 2020, nella seduta n. 187

CORRADO , PAVANELLI , PRESUTTO , TRENTACOSTE , LEONE , GALLICCHIO , VANIN , ANGRISANI , DE LUCIA , GIANNUZZI , LOMUTI , ABATE , LANNUTTI – Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute. –

Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

negli ultimi anni alcune associazioni lucane, come Cova Contro, Mediterraneo No Triv, No Scorie Trisaia ed Isde Basilicata, hanno denunciato decine di anomalie e violazioni sul decomissioning operato dalla Società gestione impianti nucleari (So.Gi.N.) nel sito lucano dell’impianto di trattamento e rifabbricazione elementi di combustibile (Itrec) di Trisaia di Rotondella (Matera);

tale sito risulta ufficialmente contaminato, almeno dal 2015, nella matrice acque sotterranee, per i seguenti parametri: trielina, cromo esavalente, cloroformio, manganese; altre contaminazioni nella matrice suoli si riscontrano sia all’interno, sia all’esterno del sito;

considerato che:

nel mese di dicembre 2019 è stato smantellato il monolite radioattivo presente nella fossa irreversibile 7.1, operazione svolta senza informare la popolazione locale come previsto dall’art. 8 della direttiva Euratom n. 2014/87;

l’associazione Cova Contro chiede dal 2017 dati su tutta una serie di dinamiche e strutture presenti nel sito di Trisaia, senza ricevere mai risposte esaustive, al punto da essere stata costretta a denunciare i silenzi di So.Gi.N. anche all’autorità giudiziaria;

le stesse associazioni hanno rilevato, nel gennaio 2018, la presenza di cromo esavalente a ridosso della soglia di legge fino ad oltre un chilometro di distanza dalla recinzione dell’impianto;

risulta, inoltre, che siano state messe al corrente dagli enti locali che So.Gi.N. starebbe abusando del segreto di Stato, negando anche le planimetrie relative alla condotta di scarico a mare, che attraversa terreni agricoli privati, e i dati relativi ai circuiti delle acque di drenaggio e antincendio dell’impianto Itrec;

la popolazione locale teme che l’asserito deposito temporaneo sia in realtà un alibi per nascondere stoccaggi a lungo termine di sostanze nocive;

in merito al monolite smantellato, si rileva che nella relazione conclusiva della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti del 2009 (pp. 111 e 112) i monoliti interrati risultavano essere 4 e non uno soltanto;

in un cablogramma di “WikiLeaks” è pubblicato un elenco di materiale nucleare di proprietà americana custodito presso l’impianto Itrec;

dai verbali delle conferenze dei servizi emerge che la locale azienda sanitaria non aveva e non avrebbe ancora oggi attivato alcuna convenzione con l’Istituto zooprofilattico di Foggia per le analisi sugli alimenti dell’areadella , nonostante vi ricadano aziende agricole biologiche e di pregio, inclusa un’oasi Plasmon;

da uno studio statistico sulla mortalità svolto dall’Istituto superiore di sanità sui comuni ospitanti siti nucleari emergono criticità per la contrada Trisaia meritevoli di approfondimento,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza delle ragioni per cui So.Gi.N. non abbia informato le popolazioni locali circa i progetti di taglio del monolite radioattivo della fossa 7.1, e se abbiano contezza del suo contenuto, nonché dei risultati delle analisi radiochimiche dei liquidi persi dal monolite tra il 2014 ed il 2019;

se siano a conoscenza di che cosa sia previsto per la fossa radioattiva 7.2, ufficialmente esclusa dai piani di bonifica;

se, per avere un conteggio definitivo sulle cavità ospitanti rifiuti o materiale radioattivo, sia stata svolta un’indagine sulle strutture o sorgenti interrate ad oggi non ufficialmente censite nel sito di Trisaia e se dunque esista un elenco comprendente il serbatoio, le condotte interrate e le fosse con rifiuti (anche per sapere se la numerazione usata da So.Gi.N. -7.1, 7.2- sia da intendere in maniera seriale);

quanto materiale nucleare ospitato nel sito sia di proprietà straniera, a quale tipologia appartenga e con quale destinazione d’uso, e se la sua presenza non rappresenti una violazione alle norme internazionali e delle leggi nazionali relative al transito e allo stoccaggio di materiale nucleare a potenziale uso bellico;

perché la carta di individuazione dei siti italiani idonei al sito unico di stoccaggio nazionale (CNAPI) non sia stata ancora pubblicata;

quali siano i motivi per cui durante i lavori di costruzione dell’impianto per il condizionamento del prodotto finito (ICPF) di Trisaia la realizzazione delle palificazioni sia proseguita, benché So.Gi.N. avesse inoltrato l’avviso di contaminazione della falda da sostanze tossiche e cancerogene come il cromo esavalente e la trielina;

per quale ragione non sia stato attivato, negli ultimi 5 anni, un piano di monitoraggio sugli alimenti specifico per la ricerca degli inquinanti censiti in falda;

se vi sia l’intenzione di estendere l’indagine statistica sulla mortalità a tutti i Comuni beneficiari delle compensazioni ambientali per il sito Itrec di Trisaia.

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