Reggio Calabria – Museo della Magna Grecia

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Atto n. 3-01278 (in Commissione)

Pubblicato il 11 dicembre 2019, nella seduta n. 172

CORRADO , ANGRISANI , CAMPAGNA , CASTELLONE , DONNO , PAVANELLI , ROMANO , GRANATO , DE LUCIA , PRESUTTO , TRENTACOSTE , MARILOTTI – Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. –

Premesso che:

risulta agli interroganti che il museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, istituto del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo afferente alla Direzione generale musei, sia tra quanti, a seguito della riforma del dicastero intervenuta nel 2014, godono di autonomia speciale;

in data 1° novembre 2019, con un comunicato a firma non dell’ufficio stampa ma della direzione del museo reggino, è stata resa nota la nomina di una portavoce del direttore, architetto C.M., individuata nella persona della dottoressa E.M., che resterà in carica un anno;

l’architetto giustifica la propria decisione asserendo che questa “nasce dalla sentita esigenza di avere un interlocutore [che], laddove necessario, possa rappresentarmi all’esterno nel mio ruolo di direttore del MArRC”, come si legge su “strettoweb”, dello stesso giorno;

quanto alla scelta della dottoressa M., evidentemente discrezionale, la direzione, sottolineato che la stessa “calabrese e reggina doc, con pregresse esperienze nel settore della comunicazione istituzionale e dei mass media, è una professionista radicata sul territorio”, si dichiara certa che “il suo nuovo incarico solidificherà le sinergie, già fruttuose, con le istituzioni, gli organi di informazione e la collettività tutta”;

in forza della nomina ricevuta all’inizio di novembre, la dottoressa M. ha già svolto funzioni di rappresentanza istituzionale ad esempio in occasione della consegna, presso il museo, il 30 novembre 2019, del XXXIV “premio mondiale di poesia Nosside”, sostituendo il direttore “assente per impegni fuori città”, sullo stesso quotidiano, il giorno successivo;

considerato che:

il Ministero non prevede la figura del portavoce neppure per il ministro;

il direttore di un museo dotato di autonomia speciale è una figura apicale ma non è organo di vertice, essendo nominato dal Ministro e posto sotto il controllo del direttore generale musei, che nei suoi confronti esercita poteri di “direzione, indirizzo, coordinamento, controllo, vigilanza” (quest’ultima d’intesa con la Direzione generale bilancio), e dunque valuta la singola gestione in termini di economicità, efficienza ed efficacia;

in ragione di ciò, il direttore di un museo autonomo non ha il potere di nomina di una figura fiduciaria che rappresenta i suoi interessi privati invece del primario interesse pubblico;

considerato inoltre che, a parere degli interroganti:

la nomina della dottoressa M. sembrerebbe essere contraria alla legge sul pubblico impiego (decreto legislativo n. 165 del 2001 e successive modificazioni ed integrazioni) e alle norme che regolano le attività di informazione e comunicazione pubblica (legge n. 150 del 2000, direttiva del Ministro per la pubblica amministrazione 7 febbraio 2002);

sembrerebbe, inoltre, essere in contrasto con l’organizzazione dello stesso dicastero, e specialmente con i decreti ministeriali n. 171 del 2014 e n. 113 del 2018 (che, nel definire l’organigramma del museo, prevede la figura del responsabile della comunicazione, da individuare preliminarmente tra il personale in ruolo, e tale incarico è valutato tra le performance dirigenziali) e il decreto dirigenziale n. 542 del 2018 della Direzione generale musei;

la portavoce, professionista esterna alla pubblica amministrazione, non può svolgere l’attività di comunicazione istituzionale, che è invece di competenza del funzionario per la promozione e la comunicazione, assunto tramite concorso a gennaio 2018;

sembrerebbe, ancora, violare il contratto collettivo nazionale e il codice di comportamento del dipendente pubblico (decreto ministeriale n. 597 del 2015);

sembrerebbe, infine, contraria ai principi di buon andamento amministrativo e di economicità,

si chiede di sapere:

se l’incarico conferito dalla direzione del museo sia legittimo e se risulti che sia stato sottoposto al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti obbligatorio per gli atti e contratti di cui all’art. 7, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001, e quelli di studio e consulenza di cui all’art. 1, comma 9, della legge n. 266 del 2005;

se detto incarico sia a titolo oneroso per l’amministrazione, e, in tal caso, se ciò non sia meritevole di segnalazione alla Corte dei conti;

come possa detto incarico essere stato autorizzato dal consiglio di amministrazione del museo, sempre che un’autorizzazione sia stata richiesta e accordata, non avendo l’architetto M. il potere di conferire un incarico siffatto, e men che meno ad un professionista esterno in presenza di personale interno dedicato;

se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno segnalare l’accaduto alla Procura della Corte dei conti, dal momento che, con la nomina di un portavoce, sembrerebbe che i funzionari interni non vengano adibiti alle funzioni loro proprie;

quali azioni intenda assumere per accertare le responsabilità degli uffici coinvolti, ad ogni livello, ed adottare i provvedimenti finalizzati a ripristinare legalità ed efficienza dell’istituto.

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