Cosenza – Biblioteca Civica. Richiesta di intervento urgente a tutela del patrimonio librario, documentale e artistico messo a rischio dall’insipienza degli Enti locali.

Oggetto: Cosenza – Biblioteca Civica. Richiesta di intervento urgente a tutela del patrimonio librario, documentale e artistico messo a rischio dall’insipienza degli Enti locali.

Gent.mi,

mi vedo costretta a portare alla Vs. attenzione e a chiedere, non senza imbarazzo, un Vs. intervento immediato e risolutivo nei confronti del prezioso contenuto (pergamene, manoscritti, incunaboli, volumi a stampa, ecc.)[1] della Biblioteca Civica di Cosenza, antica e prestigiosa istituzione culturale che, da statuto, è sostenuta economicamente con fondi annuali erogati in uguale misura da Comune e Provincia.

Il perdurante stato di precarietà in cui versano i locali della Biblioteca, ospitati nel Palazzetto dell’Accademia Cosentina, e le difficoltà ad operare incontrate dal personale, oltre a causare una progressiva disaffezione dell’utenza, rischiano ormai di compromettere l’integrità e la conservazione di un patrimonio collettivo eccezionale che non può essere lasciato più a lungo in mani indifferenti o, peggio, ostili.

Per far comprendere al cortese lettore il livello di rischio al quale da qualche anno, a causa delle inadempienze dei due Enti, è esposto il patrimonio librario, documentario e artistico della Biblioteca, tutelato ex lege dal Codice dei Beni Culturali, mi permetto di illustrare nel merito, in premessa, la situazione dell’Istituto, certa che la pazienza richiesta sarà ripagata dalla piena contezza della gravità del caso.

Sottolineo fin d’ora, però, che l’assestamento di Bilancio votato il 6 agosto u.s. dal Consiglio Comunale (dopo le gravi osservazioni mosse dalla Corte dei Conti) ha deciso un ulteriore taglio delle risorse destinate alla Biblioteca Civica, scelta che ne compromette forse irreparabilmente il destino e impone che lo Stato, preso atto dell’insipienza delle amministrazioni locali, si assuma con urgenza le proprie responsabilità davanti all’opinione pubblica locale e nazionale.

In tema di organico, la Biblioteca Civica, che inizialmente contava una ventina di addetti, scesi a 10 nel 2007 e poi ulteriormente ridotti a causa del mancato turnover, ha oggi un Direttore, nella persona della dott.ssa Antonella Gentile (funzionario della Provincia) e solo 4 dipendenti (ausiliari). La corresponsione degli stipendi al suddetto personale, da sempre irregolare ma fino al 2015 caratterizzata da ritardi di giorni o al massimo di un paio di mensilità, negli ultimi 4 anni ha assunto modalità insostenibili, al punto che oggi i dipendenti non ricevono lo stipendio da dicembre 2018!

Nel 2016, peraltro, il Comune aveva manifestato l’intenzione di assorbire nell’organico municipale i dipendenti rimasti (6, all’epoca) attraverso un concorso ad hoc, intenzione mai tradotta in realtà. Per non dire che dal 2018, non rinnovata la concessione alla Toro, i TFR dei dipendenti risultano trattenuti ma non depositati; manca, anzi, persino la certezza che siano stati versati, tanto è vero che, se del credito di ca. 311.000 euro vantato da Equitalia ad ottobre 2017 nei confronti della Biblioteca 196.000 sono certamente riconducibili al debito maturato negli anni con il Demanio (per l’annessione dell’ex Convento di Santa Chiara, nei primi anni ’80 del Novecento, dichiarata abusiva e oggetto di azione legale)[2], i restanti 115.000 sono da attribuire alla situazione contributiva del personale. Da giugno 2019, ENEL ha interrotto il servizio alla Biblioteca per morosità; da luglio 2019, per la stessa ragione, l’Istituto ha anche subito il taglio della linea telefonica.

Com’è stato possibile arrivare a questo punto?

L’aggiunta ai vecchi debiti non saldati delle sanzioni previste ha aggravato, infatti, il quadro desolante prodotto dalla progressiva riduzione del contributo da parte dei due Enti partecipanti alla gestione.

Un accesso civico del Meet up “Cosenza e oltre”, successivo alla ricognizione dei bilanci esistenti della Biblioteca[3], ha dimostrato, consultando gli atti dal 2010 al 2018, che la Provincia è passata da 230.000 euro del 2010 a 0 euro del 2017, nulla si sa per l’anno seguente.

Il Comune, invece, a leggere il Libro Mastro spesa (in mancanza di altra documentazione), ha stanziato in fase di previsione cifre importanti ma il totale di quelle liquidate è di gran lunga inferiore, causa variazioni di bilancio e altre modalità di distrazione adottate nel corso di ciascuno degli anni esaminati. Ad agosto dell’anno in corso, come riferito, il finanziamento è stato tagliato ancora.

            Per paradossale che possa sembrare, l’ipotesi estrema di sottrarre il patrimonio della Biblioteca Civica di Cosenza alla gestione degli Enti locali per garantirne la corretta conservazione nell’omologo Istituto statale, benché si possano facilmente prevedere le rimostranze ipocrite dei rappresentanti di Comune e Provincia quando ciò dovesse essere annunciato o accadere, oltre ad essere la realizzazione di un loro ‘inconfessabile’ sogno di disimpegno da qualsiasi responsabilità nel settore culturale – inutile, letteralmente, una volta esaurita la funzione di ‘bancomat’ svolta per anni dai fondi per la Biblioteca –, potrebbe dare una scossa all’opinione pubblica, troppo spesso silente spettatrice di dinamiche che finiscono per depauperarla gravemente della propria eredità culturale.

Lascio alle SS.VV. la valutazione degli interventi di merito ma auspico vivamente che il MiBAC non voglia essere complice dell’indifferenza delle pessime amministrazioni locali.

In attesa di un cortese riscontro, si porgono cordiali saluti.

Roma, 19.09.2019


[1] Vd. https://emergenzacultura.org/2017/08/03/francesca-canino-sigilli-alla-biblioteca-civica-di-cosenza-a-chi-interessa-la-cultura/.

[2] L’Agenzia del Demanio, appunto, nell’agosto 2017, a causa delle continue alternanze tra pagamenti dilazionati e non pagamenti da parte del Comune, mise sotto sequestro la Sala Salfi, tuttora chiusa. Si attende che faccia altrettanto con i locali ancora ‘occupati’ di Santa Chiara.

[3] I bilanci della Biblioteca Civica, preventivi e consuntivi, sono stati approvati fino al 2013. Per gli anni 2014-2018 esistevano esclusivamente le bozze dei preventivi (situazione sanata con la nomina della dott.ssa Gentile a gennaio 2019), dalle quali risultava una cospicua somma in entrata senza che però sia possibile verificarne l’impiego effettivo.

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