Terza replica alla Giunta Greco sulla questione dell’abusivismo sulle mura di Cariati

Ho letto il rovescio di bile che l’amministrazione comunale di Cariati ha affidato stamane ai media. Il Manzoni di turno mi perdonerà se non concentro l’attenzione sulla sua ultima fatica letteraria ma mi soffermo solo sull’immagine pubblicata a corredo, rivelatrice dello spirito dell’operazione ben più delle diecimila parole del comunicato.

Si tratta di uno scatto che, dall’alto, immortala il cuore della città murata, inquadrandola dal versante di Porta Pia. Nelle intenzioni dei miei detrattori, esso dovrebbe avvalorare la tesi dell’amenità e integrità del borgo, inspiegabilmente messe in dubbio e anzi denigrate dalla senatrice che, smacco insopportabile, alle “riunioni carbonare” con la giunta Greco preferisce quelle con i cittadini.

È il crepuscolo. I contorni sfocati, le linee tremolanti, l’opacizzazione dei colori (effetti accentuati ad arte con l’aiuto della tecnologia), tolgono nitidezza all’immagine. In queste condizioni, decenni di scempio edilizio e aggressione sistematica ai valori estetici sono molto attenuati e persino i palazzoni della marina, sullo sfondo, sembrano sposarsi con il costruito storico. Insomma, forse in omaggio all’archeologa che è in me, si è scelta una fotografia che, per mero artificio, pare immortalare un borgo d’altra epoca, dove il tempo si è fermato…

Mi spiace dirlo ma solo così, cioè solo a distanza, in penombra e con occhiali deformanti Cariati può passare per quella che era cinquant’anni fa. Chi oggi, in piena luce, segue il perimetro delle mura, percorre le sue stradine e volge lo sguardo tutto intorno, non ha motivo di compiacersi.

L’Amministrazione comunale può continuare a raccontare la sua favola ma i cittadini non sono (tutti) infanti: hanno imparato a vedere con i propri occhi e hanno imparato a parlare. Lo svezzamento è ormai avvenuto. Con loro mi rapporto e intendo continuare a rapportarmi fintanto che qualcuno vorrà condividere un percorso ormai ineludibile di risanamento materiale e morale. Per inciso, anche quella della disponibilità di fondi è una favola, come sa perfettamente chiunque abbia letto le mie note o mi abbia sentita parlare. E il precetto evangelico non si riferisce agli assetati di denaro.

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