Rotazione sovrintendenti gioverà a funzionamento uffici territoriali

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L’intenzione dell’on. Bonisoli di far “ruotare” i soprintendenti ogni due mandati (oggi triennali), se attuata, non potrà che giovare al funzionamento degli uffici territoriali del MiBAC. La storia degli istituti periferici del dicastero, infatti, conta diversi esempi di ‘feudi’ presidiati fisicamente da piccoli e grandi nomi dell’archeologia e dell’architettura – più rari gli storici dell’arte – fino all’ultimo giorno di servizio e talvolta (spiritualmente) persino oltre la data di messa a riposo. Un dominio assoluto che nei casi più fortunati ha condizionato solo le scelte di ordine scientifico, nei peggiori ha garantito agli uffici da loro diretti, a seconda dei casi, vari decenni di buona o invece di cattiva gestione. Il mutamento frequente della sede di servizio è una necessità, però, anche per i funzionari assegnati alle singole Soprintendenze, poiché l’esercizio della tutela, compito precipuo e delicatissimo, se permangono troppo a lungo nello stesso territorio li espone alla tentazione della discrezionalità. Da calabrese ho sempre deplorato il caso (purtroppo non raro) di funzionari che hanno svolto e svolgono l’intera carriera occupandosi sempre delle stesse province, compresa quella di nascita e/o residenza. Un malcostume intollerabile sia in linea teorica, sia per le cattive prove di sé fornite da quei funzionari, per fortuna una minoranza, che non hanno fatto onore alla P.A., muovendosi costantemente sul confine della legalità o addirittura al di là di esso, a tutto discapito degli utenti.

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