CROTONE – Interrogazione sul SIN Cerchiara-Cassano-Crotone

Interrogazione parlamentare presentata in Senato > LINK

Atto n. 4-01481

Pubblicato il 26 marzo 2019, nella seduta n. 102

CORRADO , ANGRISANI , CASTALDI , CASTELLONE , DE LUCIA , DI GIROLAMO , FLORIDIA , GRANATO , LANNUTTI , L’ABBATE , LEONE , PRESUTTO , PIRRO , TRENTACOSTE , AUDDINO , LOREFICE , LA MURA , ABATE , QUARTO , SANTILLO , MORRA , SILERI – Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. –

Premesso che:

la città di Crotone è interessata da anni da un intenso degrado ambientale, conseguente a decenni di industrializzazione senza controllo;

il suolo, il sottosuolo, le falde acquifere, una porzione di mare, l’intero porto industriale e, anche a seguito di attività antropiche, alcune porzioni di suoli urbani sono interessati da profondi processi di inquinamento da metalli pesanti e da residui tecnologici contenenti radionuclidi in concentrazioni superiori alla media della crosta terrestre;

l’Organizzazione mondiale della sanità nel 1997, nel suo annuale rapporto su salute e ambiente in Italia, affermava che “in sintesi, il quadro di mortalità rilevato nell’area di Crotone, risulta caratterizzato da eccessi per diversi tipi di patologie tumorali e non, che possono venire indotte da esposizioni di tipo occupazionale ed ambientale”;

con sentenza n. 2536/2012 emessa dal Tribunale di Milano, la Syndial SpA è stata condannata a pagare agli attori in giudizio, Presidenza del Consiglio dei ministri, Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e commissario delegato per l’emergenza ambientale Calabria, la complessiva somma di 56.200.000 euro, oltre agli interessi compensativi, e altresì condannata ad effettuare la bonifica dei siti inquinati, e a dare corretta esecuzione al piano operativo di bonifica concordato con i 3 beneficiari dei risarcimenti;

il piano prevedeva una bonifica “green field“, tanto che la Syndial veniva condannata esclusivamente per il danno ambientale ante bonifica e non già anche per quello post bonifica;

successivamente, il Presidente del Consiglio dei ministri con decreto 28 giugno 2016 ha nominato il commissario straordinario delegato a coordinare, accelerare e promuovere la realizzazione degli interventi di bonifica e riparazione del danno ambientale nel contaminato sito di interesse nazionale (SIN) “Crotone, Cassano e Cerchiara”. Dal 28 giugno 2018, data di cessazione dell’incarico del commissario delegato, vi è una condizione di stallo, in attesa che, su proposta del Ministero, la Presidenza del Consiglio dei ministri provveda alla nomina del nuovo commissario straordinario per gli interventi di bonifica nel SIN di Crotone;

considerato che:

la situazione di gravissimo degrado ambientale, risalente nel tempo, ha fatto sì che con decreto ministeriale 18 settembre 2001, n. 468, venisse istituito e perimetrato il SIN, soggetto recentemente a riperimetrazione per allargamento con l’inserimento anche di alcune aree urbane;

al fine di pervenire all’istituzione di un SIN, il comma 3 dell’art. 252 del decreto legislativo n. 152 del 2006 prevede: “ai fini della perimetrazione del sito, sono sentiti i comuni, le province, le regioni e gli enti locali, assicurando la partecipazione dei responsabili nonché dei proprietari delle aree da bonificare, se diversi dai soggetti responsabili”;

il Ministero, al fine di consentire qualsiasi tipo di edificazione nell’area industriale di Crotone, per la parte ricadente nel SIN, ancorché dette edificazioni siano esterne al sedime delle industrie dismesse e da bonificare, ha imposto agli utenti una preliminare caratterizzazione dei suoli e dei sottosuoli che i titolari delle iniziative sono costretti ad eseguire anticipandone i costi, pur non essendo responsabili dell’inquinamento;

al fine di verificare l’ottemperanza alle normative nazionali ed europee, che prevedono sostanzialmente l’applicazione del principio “chi inquina paga”, la locale Camera di commercio, con svariate note nel corso dell’anno 2018, ha formulato istanza di accesso agli atti al Ministero, al fine di acquisire tutta la documentazione istruttoria, i verbali, le comunicazioni e gli ulteriori atti con i quali il Ministero stesso, in sede di perimetrazione del SIN di Crotone, coerentemente al disposto del comma 3 dell’art. 252, ha individuato i proprietari delle aree da bonificare e i soggetti responsabili dell’inquinamento e ha assicurato la loro partecipazione;

dopo una serie di trasmissioni di atti, non riconducibili all’individuazione dei responsabili dell’inquinamento e alle modalità con cui è stata assicurata la loro partecipazione agli incontri sull’istituzione e la perimetrazione del SIN di Crotone (2001), con la nota (prot. 001408/STA del 24 gennaio 2019) della Direzione generale per la salvaguardia del territorio e delle acque (divisione 3) rispondeva ai richiedenti: “per la restante documentazione domandata, si rappresenta che la scrivente non è riuscita a rinvenirla nei propri archivi in quanto trattasi di documenti estremamente risalenti”,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;

se abbia già stabilito come procedere e con che tempi per la nomina del nuovo commissario straordinario per l’ambiente di Crotone, in assenza del quale non potranno essere utilizzati i fondi erogati dalla Syndial SpA in ottemperanza alla sentenza citata;

quali provvedimenti intenda attuare al fine di garantire la trasparenza relativamente a tutti i documenti istruttori con cui il Ministero stesso ha a suo tempo individuato i soggetti responsabili dell’inquinamento di Crotone e far cessare, quindi, la scorretta procedura che impone oggi a soggetti non colpevoli dell’inquinamento l’onere di caratterizzare a proprie spese i suoli rientranti nel perimetro del SIN di Crotone prima di poter dare avvio a qualsiasi richiesta di concessione edilizia, disattendendo la normativa nazionale e comunitaria che impone tali oneri esclusivamente a carico dei soggetti che hanno determinato l’inquinamento;

se e quali iniziative intenda assumere per provvedere ai rimborsi di tutti i soggetti che fino ad oggi hanno anticipato i suddetti costi, anche considerando che dovrebbero essere i responsabili dell’inquinamento a farsene carico.

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